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AIAIA- Il canto di Circe
(2004)
"Ci sono anche poemi che salgono lentamente
lungo poemi che scorrono in senso contrario
verso le sorgenti del niente"
(Corrado Costa)
Stiamo per intraprendere un viaggio, tentativo e tentazione di giungere all’isola di Circe, di entrare nella sua terra “Aiaia” e scoprirne i segreti, raccontare con cinque voci diverse una storia, antica come sono i miti, ma dotata d’una straordinaria modernità: viva è la voce di Circe, la sua verità e i suoi inganni, il suo lato oscuro, il suo corpo,
la sua seduzione.
La seduzione è desiderio che corre veloce, si scaglia violentemente, il desiderio, come una folgore. E’un fuoco che tende al mutamento, il desiderio corre, corre veloce e si insinua nell’ombra di Circe, nella parte oscura, cupa, profonda, irrazionale, nell’abisso della cattiveria Circe vomita mostri da lei ammaestrati, da lei accuditi.
Circe è chiamata Aiaia, dal nome del luogo da cui proviene, è colei che giunge da una terra fertile e umida, la terra dell’inizio del mondo,
la terra della possibilità .
Con le sue parole guida gli uomini, sul percorso insidioso dell’andare e del trattenere, rendendoli vili e docili. Metafora di una libertà difficile da evidenziare perché spesso umiliata dalla mancanza di sentimenti tipica di chi si è dimenticato della “terra dell’origine”. Circe racchiude in sé il personaggio miracoloso che conosce i linguaggi degli uomini e l’espressione degli animali, sempre al confine tra naturalità e umanità, sempre enigmatica, ambigua, minacciosa, ingannatrice e veritiera insieme.
Terra originaria - Aiaia -e la pista di un circo speciale in cui Circe appare come la signora della conoscenza dei sentimenti e della natura umana, acrobata in un circo di strada.
Il circo come la vita, in forma concentrata e fulminante, è perenne sfida alla morte.
Aiaia sono cinque donne, cinque attrici che interpreteranno tutte lo stesso personaggio: Circe.
Voci che s’intrecciano, sguardi singolari ma che compongono un’organica visione, un’immagine, un idea di Circe e delle sue trasformazioni.
La scenografia, le luci, gli oggetti saranno gli stessi per tutte, sarà un circo, un circo di strada ad ospitarle con oggetti e riferimenti a tutto ciò che del circo ricorda l’ammaestramento e la schiavitù del virtuosismo.
Saranno le acrobazie delle cinque Circe a rivalutare una visione positiva di Aiaia vista come profonda conoscitrice della società , grande trasformista, farfalla in metamorfosi che mette in crisalide, a disposizione per una futura trasformazione, il suo corpo, la sua ombra, i suoi misfatti, i suoi desideri,
la sua memoria.
Sensibili foglie di uno stesso albero,
visioni diverse di uno stesso mito.
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Festina Lente Teatro - Fraz. Paroletta 110, 43012 Fontanellato (PR ) info@festinalenteteatro.it
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