Home

Chi siamo

Spettacoli

Laboratori

Follie

La nave di Penelope

Pagine bianche

Rassegne e festival

Appuntamenti

Contatti

Amici

 

 

Lodì
(1998)

progetto Andreina Garella, Mario Fontanini
testo Erica Mastrociani
con Andreina Garella
scene e luci Mario Fontanini

Elody figlia della terra, argilla in movimento, donna, madre, sposa, amante, figlia di epoche tra loro opposte, incantevole vecchia giovane, "donna dalle molte possibilità".

Dotata di una eccezionale capacità di amare, di soffrire, di essere, di esserci.
Testimone ravvicinata della "Grande Guerra" ce la descrive mescolando il pubblico col privato attraverso la quotidianità dei gesti e dei comportamenti gravemente lesi dal fatto che la guerra tutto regola.
Questa ragazza triestina, ebrea, di origine magiara, di lingua tedesca, ma di sentimenti fortemente italiani, non ha mai rinunciato a scrutare dentro se stessa, ad autosezionarsi a costo di sciupare l'armonia della sua anima per trovare la libertà.

"Giorni d'illusioni folli, fede in un'umanità migliore che ci faceva esultare e chiedere la morte di milioni di persone".

Leggendo le lettere che Elody Oblath scriveva al marito Giani Stuparich, a Scipio Slataper e a Carmen Bernt, abbiamo trovato numerose riposte a tante domande.
Ci chiedevamo soprattutto se era possibile fare teatro e poesia parlando di guerra. Elody ci ha guidato con fermezza attraverso un percorso che accomuna la guerra guerreggiata alla guerra interiore tra gli opposti sentimenti, alla guerra contro gli stereotipi troppo spesso attribuiti alle donne, alla guerra di sopraffazione con la quale quotidianamente si cerca di comprendere la diversità a partire da un semplice principio di unità.



Hanno scritto Lodì

Torna a Spettacoli

 

 

Festina Lente Teatro - Fraz. Paroletta 110, 43012 Fontanellato (PR ) info@festinalenteteatro.it